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Antico Monastero di “San Leonardo” delle Monache Benedettine Olivetane.
1212    Da antiche carte della Curia Vescovile di Padova si apprende che esisteva a Boccon un Monastero Camaldolese con annessa chiesa dedicata a San Leonardo, edificati per opera di Stefano da Tremignon ed Alberico da Boccon, i due pii e santi monaci fondatori del Cenobio del Venda [19].
1219, 5 marzo            Il Monastero del Venda, benché topografia e regola collaborino a raccoglierlo e mantenerlo nella vita contemplativa, non vive chiuso in sé: l’interiorità dei due “domini” si espande.
L’antica Istoria patrum qui fundaverunt monasterium S. Joannis de Venda territorii et civitatis Padue, dice: « Predictis sancti Patres, Albericus et Stephanus fecerunt de novo monasterium S. Leonardi de Boccone et dotaverunt illud copiose et de propriis bonis monasterii Sancti Joannis Baptiste de Venda; et posuerunt in dicto monasterio sanctimoniales mulieres devotas, que in abito albo, sicut fratres de Venda, ibi perseveraverunt cum honesta conversatione et bona fama usque ad annun millesimum trecentesimum octuagesimum…».
1229    Il primo documento che il Sambin [19] sia riuscito a trovare su questo monastero di Monache Benedettine Bianche è del mese di febbraio (Busta 3, perg. 56) e presenta una già notevole comunità di sei consorelle.
1229   Un accordo concluso tra Alberico  priore del Venda e Albertino da Castelnuovo in cui, con cenno retrospettivo, si ricordano terreni acquisiti «nomine et vice dicti priori et ad honorem Dei et Ss. Viti et Leonardi» (Busta 3, perg. 58), riporta ad un non lontano, cronologicamente parlando, fervore edilizio attorno alla Chiesa dei Santi Vito e Leonardo di Boccon.
Seguendo la storia antica già citata, è esatto riferire all’epoca dei due “patres” e alla loro opera la formazione della nuova comunità monastica.
1229, 25 febbraio      Nella Chiesa di san Giovanni Battista del Venda la Badessa di Boccon, «domina Iacobina de Bocone», avuto mandato dalle consorelle, «Altisia, Yohana, Agnete, Daria, Richeldina et (Ymia) ac etiam a Turisendo et Villano Nerboti ibi presentibus omnibus, elegit dominum presbiterum Rodulfum priorem in ecclesia Sancti  Viti et Leonardi de Bocone sive Costalta»: e il sacerdote Alberico, il priore delle Chiese del Venda, investe il neoeletto “de dictu prioratu”  (B 3, perg. 56).
1229, 26 febbraio      Il giorno seguente lo stesso priore Alberico, con il consenso dei confratelli Stefano e Manfredo, dà a titolo di donazione “inter vivos” a Rodolfo, priore della Chiesa dei santi Vito e Leonardo di Boccon, che riceve per la stessa Chiesa, «omnes possessiones quas ipse habebat vel habere videbatur in Bocone sive Costalta et eius confinio tam casis sediminum quam vinearum et nemorum ac domorum et omnia ornameta ecclesie scilicet tintinabula, calicem, paramenta, libros et alia vasa ecclesie et domus» (B. 3, perg. 56).
1230, 24 marzo          Un’altra donazione, questa volta di Villanello del fu Narboto di Castelnuovo, è fatta al «domino presbitero Rodulfo priori ecclesie Ss. Viti et Leonardi de Bocone sive Costalta pro ipsa ecclesia recipienti» (B.3, perg. 63).
            Era la dotazione immobiliare e mobiliare della Chiesa.
1235    Il numero delle Monache presenti nel monastero di Boccon passa da sei (nel 1229) a tredici, a conferma del fervore religioso.
1238    Buffono di Bertolotto da Padova, lascia un legato in denaro oltre che ai “dominis de Venda” …anche alle sororibus de Buccone que sunt sub illis de Venda” (A. Barzon, Benedettini e Francescani in Padova, Studia patavina”, V, 1958).
1248    Si ha la prova sicura che quella comunità esisteva nel Monastero di San Leonardo di Boccon «… a frate Gerardo et a frate Bondie et a frate Sigifredo, confrates monasterii S. Leonardo de Bocone…» (Busta 2, perg.119) [20].
1276    La Repubblica di Padova dà lire duecento per riedificare il Monastero femminile  e la chiesa di San Leonardo perché sono rovinosi.
1380    Le monache che dipendevano dal Priore del Venda erano così poche che il Vescovo di allora le fece trasferire al convento di S. Mattia in Padova [21], fondendo i due Conventi in un’unica comunità.
1518    In seguito alla spianata del 1509 intorno alla città di Padova, sparì il monastero di San Francesco Piccolo esistente fuor di Porta Saracinesca o Savonarola [21], ed allora le sue monache, unite a quelle di San Leonardo di Boccone, si trasferirono in Padova presso San Matteo, ove fondarono un altro monastero comune.
            Scomparve perciò quello di Boccone, definitivamente, e la chiesa di San Leonardo restò un secolo ancora [13].
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NOTE BIBLIOGRAFICHE
[13]     Gloria A. : Il territorio padovano illustrato, Padova 1862 (copia anastatica, ed. Atesa, Bologna 1973), voll. I e II, III e IV.
[19]     Sambin P. : Il Monastero Benedettino del Venda prima della riforma Olivetana, “Archivio Veneto”, vol. LVI-LV, Venezia 1955.
[20]     Sabin P. : Ricerche di storia monastica medievale, ed. Antenore, 1959, pp. 8,16,17,26.
[21]     Sartori F. : Memorie storiche di Boccon, “Opuscoli Padovani” X, Tip. del Seminario, Padova 1879.
Notizie da: Gilberta Malgeri, Boccon dalla preistoria ai nostri giorni, Istitutodi Antropologia dell’Università di Padova, 1976

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